Intervista ad Alessio De Santa & Filippo Zambello- The Moneyman: La Vera Storia Del Fratello Di Walt Disney

Intervista ad Alessio De Santa & Filippo Zambello- The Moneyman: La Vera Storia Del Fratello Di Walt Disney

IMG_5048

Salve a tutti lettori! Come state?

Oggi sono qui per parlarvi di un fumetto, o meglio degli autori! del fumetto The Moneyman- La vera storia del Fratello di Walt Disney, grazie a Progetto Giovani Padova, che ringrazio immensamente (trovate la pagina facebook cliccando QUI), per avermi datto la possibilità di intervistare: Alessio De Santa (autore ed ideatore del fumetti) e Filippo Zambello (Cosceneggiatore del fumetto). Ero super entusiasta, e lo ammetto, anche un po’ in ansia, ma devo dire che Alessio e Filippo sono due persone molto alla mano, simpatiche e super disponibili! Ma senza perderci in altre chiacchiere direi di iniziare subito con l’intervista!

Le domande sono stata scritte da me, ho cercato di fare una panoramica riguardante il fumetto, la Disney in generale e il lavoro di fumettista/illustratore ecc.

R: Ciao!

-A&F (Insieme): Ciao!

-R: Allora, io ho recensito il vostro fumetto per la tunué e mi è piaciuto tanto, quindi quando ho visto che sareste stati a Padova, ho chiesto se potevo filmare l’evento, Progetto Giovani appunto mi ha dato l’opportunità, ma di fare quest’intervista, quindi direi di iniziare subito dal momento che abbiamo poco tempo (ahaha).

Io mi sono preparata un po’ di domande, però se non riusciamo a farle tutte non importa, e poi volevo chiedervi se alla fine potreste autografarmi il fumetto.

-A: Assoutamente

-R: Alloora..

1. Com’è nata l’idea di questo fumetto? Perchè avete voluto scriverlo?

A: Allora, l’idea è nata dal fatto che ero, stavo lavorando all’Accademia Disney, che è un corso di formazione per i fumettisti, che vogliono diventare disegnatori di Topolino o delle altre testate, (oggi è chiusa), a suo tempo stavo disegnando lì, e ho scoperto che avevano una biblioteca e dentro questa biblioteca c’erano, oltre a volumi sulla storia Disney, un sacco di volumi fotografici dell’America degli anni ’50 che è poi quella che viene messa nei fumetti, c’erano anche delle biografie di Walt Disney. Ho iniziato a studiarle e da lì è nata la mia passione… 

e  poi, ho tirato insieme Filippo per  aiutarmi a scriverlo perchè io ho iniziato il lavoro di ricerca, poi era talmente tanto materiale  che da solo non ce l’avrei mai fatta, ed oltre a Filippo, sono arrivati anche gli altri.

2. Per quanto riguarda la tecnica, la creazione dei personaggi. avevate già un’idea precisa o le scelte sono state fatte in corso d’opera?

-A: È nata piano piano, nel senso che: avevo iniziato a disegnarlo io, solo che ho una mano molto umoristica e mi sono accorto che fondalmentalmente, tutto il lavoro di ricerca che c’era stato dietro se lo disegnavo in un modo molto umoristico, sembrava quasi che mi fossi inventato la storia. Invece tutte le cose che leggi qui, sono bene o male, sono prese da fonti accertate salvo alcune piccole parti che abbiamo dovuto inventarci per collegare i pezzi.

Ho capito che il mio disegno non era adeguato, ed ho cercato dei disegnatori, ne ho cercati quattro per capire quale fosse quello giusto per questo progetto, ho trovato Lorenzo per esclusione, (risate), perchè come spesso pubblicamente dico, io non lo volevo per un motivo molto semplice, cioè che Lorenzo è giovanissimo, aveva 23 anni quando è iniziato il progetto e avevo paura che non lo finisse. Questa era l’unica paura che avevo, perchè Lorenzo è un disegnatore molto talentuoso. Però all’epoca a vederlo non sapevo se affidargli questo lavoro. Tra le altre cose c’era anche il fatto che con l’editore avevamo contrattato di far uscire questo libro  per il cinquantenario dell morte di Walt Disney che era a Dicembre 2016, quindi avevo il terrore che; se per caso il disegnatore si fosse stufato a metà e mi avesse lasciato lì, non sarei arrivato in tempo per la data prevista. 

F: Ti aggiungo solo una cosa sul disegno, queste paure poi alla fine se ne sono andate. Tenendo conto che il fumetto è molto documentato, dove mancava la documentazione che non davamo noi a livello fotografico ecc. Lorenzo si è arramgiato da solo.

IMG_5294

-A: Non è una cosa scontata, non tutti lo fanno, non tutti si trovano bene a copiare delle fotografie. È stato bravissimo.

-F: Ha fatto bene, nel senso che io non ho mai avuto nulla da ridere.

-A: Non abbiamo mai corretto, a parte le prime tavole che erano problemi di narrazzione. Cioè quello che disegnava non raccontava bene quello che dovevamo raccontare, ma non abbiamo mai corretto nulla a livello di contenuti

-F: Ma anche cose piccolissime, c’è una scenda dove giocano a tennis, per dire, non avevamo allegato nessuna foto per le divese, poi le ho viste disegnate, le ho cercate ed erano esattamente le divise dell’epoca

-A: Oppure un’altra sciocchezza, c’è un primo piano di Walt, in cuiha una specie di  strano simbolino sulla cravatta, ma sembra quasi sporco, al che l’ho visto, ho zoomato, ed ho visto che era effettivamente un simbolino. Pensavo l’avesse messo Lorenzo per ridere, perchè ogni tanto da disegnatori si fa. Ho chiesto a Lorenzo cosa fosse, per curiosità, e lui mi ha mandato una foto e mi ha fatto vedere che non solo aveva cercato la foto di Walt a quell’età, perchè comunque devi pensare che Walt l’abbiamo seguito per sessant’anni di vita; ma in più aveva visto questo simbolino, era andato a cercarlo  su internet, e aveva scoperto che era un simbolo di un circolo dei ricchi Hollywoodiani. Un Club insomma, dove Walt era iscritto e io non  lo sapevo.

-R: Sono delle cose piccole ma molto interessanti! 

3. Che ruolo ha la Disney per voi adesso, che è un po’ diversa rispetto ad esempio a quella degli anni ’90 con cui sono cresciuta io, che c’erano i classici, ed è diventata una grandissima multinazionale che fa un sacco di cose; come  la vedete e cosa rappresenta nella vostra vita?  Perchè per me è una parte abbastanza importante perchè appunto ci sono cresciuta  fino ad adesso e continuo ad andare a vedere i film.

A: Domanda difficile (risate da entrambi)

-A: Ad oggi la Disney non è quella di Walt, ma non è neanche più quella degli anni ’90 con cui siamo cresciuti bene o male tutti, ad esempio io leggevo che oggi le principali forme di introiti della Disney sono per esempio le medicine, perchè ormai è diventata un colosso talmente grande che in realtà fa soldi più da business reditizzi che n’è dal cinema che è sempre  rischiosissimo come tipo di business. Ad oggi la Disney, è stata in parte mangiata dalla Pixar, la parte di animazione quindi, è difficile definire cos’è la Disney per me. Quando ne parlo, prima di scrivere questo libro, parlavo di quella degli anni ’90, e dopo non so… Mi fa pensare alla Apple dei primi tempi. Se tu leggi la nostra  storia e leggi la storia di Steve Jobs, ti accorgi che ci sono delle somiglianze incredibili.  Steve Jobs aveva il garage mentre Walt aveva il capanno.

-F: Anch’io ci sono cresciuto, quindi ovviamente sono più legato alla Disney con cui sono cresciuto, sicuramente. Adesso è completamente cambiata e, forse non ho lo stesso legame che avevo prima. Anche se continuo a guardare i film.  Secondo me ci sono a volte degli sprazzi che mi ricordano, su certi film, anche se li fanno in digitale, comunque riprendono un po’ lo spirito di qualche classico, ad esempio Rapunzel, riprende un po’ quel filone là.

-R: Sì, forse adesso si stanno orientando molto di più sul Marketing, che n’è sulle storie..

-F: Sì, adesso hanno preso anche la MARVEL…

-A: È diventata una cosa gigantesca, e un po’, non dico incomprensibile, ma quando la Disney sentiva ancora l’influenza di Walt, perchè quando è morto è stata gestita dal fratello per cinque, sei anni, quando è morto il fratello, è stata gestita dal figlio del fratello, per diversi anni. Poi ci sono stati gli anni ’90 in cui c’è stata tutta una rielaborazione, ma hanno continuato a fare i film secondo le direttive di Walt, e dopo un po’ si è persa  questa cosa.

-F: Adesso che mi viene in mente, non vorrei dire una cosa azzardata, però secondo me c’è una cosa che riprende un po’ l’idea che aveva Walt: C’è stato un periodo in cui avevano iniziato a fare i film in Live Action e ha visto che in tre mesi faceva un film, rispetto ad un cartone che ci metteva 3/4 anni. Adesso, se ci fai caso, in Diseny, stanno facendo in Live Action, i classici, deve uscire “La Bella e La Bestia” tra poco, è uscita “Cenerentola”… Non so, mi sembra come se..

-A: Come se fosse in continuità con la vecchia?

-F: Non lo so, secondo me, sì, la mia idea è che se Walt a quel tempo  avesse potuto farlo, forse l’avrebbe fatto. Idea eh! Non so poi se sia una cosa azzardata.

A: Non vogliamo parlare in nome di Walt o della Disney, però forse hai ragione. A Walt piaceva anche molto, sperimentare e anche inventarsele, quindi forse avrebbe trovato il modo di usare la grafica di oggi mescolandola ecc.

F: Allora non poteva proprio farlo.

IMG_5295

4. Com’è fare il Fumettista/l’Illustratore  in Italia, adesso, al giorno d’oggi, visto che il mercato è un po’ così così?

A: Ne parlavo qualche giorno fa, forse quello che ha avuto più esperienza dei due sono stato io, perchè sono passatao da Deagostini, quindi editoria da edicola, ho fatto una scuola professionale e ho fatto un corso alla Deagostini in quell’ambito lì, ed ho beccato uno dei momenti più tristi, forse, dell’editoria che era l’inizio del tracolllo, dal 2002 e da lì ha iniziato ad andare sempre più giù. Da lì a poco, Deagostini ha chiuso la sua sede a Milano e si è trasferita a Novara, Disney, pochi anni dopo che me ne sono andato io, Topolino è stato preso dalla Panini, quindi c’è stato un po’ di mescolamento delle carte e quindi io ad un certo punto ero stufo di fare quel tipo di lavoro e preferivo di farne un’altro e di mantenere il divertimente, per disegnare, quindi io non lavoro più come disegnatore o come sceneggiatore, ma lavoro per questo genere di editoria (indicando il fumetto), che purtroppo ad oggi ci fai i side progect, nel senso che ci sono disegnatori affermati che lavorano sulla loro testata: Bonelli, Diseny o quello che è  e che nel tempo libero facciano una tavola ogni due settimane, oppure ci sono altri ragazzi come noi che hanno un lavoro più canonico e poi decidono di fare un libro perchè hanno voglia di farlo. Ci sono anche persone che io stimo molto, perchè non ci sono riuscito, che fanno gli illustratori veri e propri come lavoro e poi nel tempo libro sfornano qualche libro del genere (sempre indicando il fumetto). E lì credo disegnino quindici o sedici ore al giorno. Hanno tutta la mia stima.

R: Quindi è un mondo che bisogna capire bene cosa si vuole fare, dive si vuole andare..?

A: Secondo me, se posso dire una cosa, io sono enrato in Deagostini a 23 anni e ci sono entrato perchè avevo molto chiaro cosa volevo fare, volevo fare quella cosa lì. Quando hai l’idea precisa, vedi che cosa c’è, vedi che cosa vui fare tu e fai un portfolio adeguato per quella cosa lì. Perchè ho visto tanti fallire perchè si presentavano con un portfolio in bianco e nero quando le testate erano a colori, con disegni ad acquerello quando tutto ormai è digitale.

5. Cosa direste a chi, come me, vuole fare questo lavoro?

A: Secondo me, non disdegnare il fatto di avere anche un’altro lavoro. Nel senso che forse, quello che ti fa fallire in questo ambito, è un po’ la fretta e l’inesperienza nel mondo lavorativo in generale. Sei molto spesso: pocco affidabile, devi pensare che molto spesso lavori da casa e quindi molto spesso, le persone con cui lavori ti vedono poco, quindi quelle poche volte che vi vedete, devi fargli capire che non sbaglierai le date, non farai casino, se farai qualche sciochezza, saprei ripare in fretta perchè sarai lì per farlo. Devi dargli l’idea di essere uno volenteroso e puntuale.

6. E voi come gestite l’ansia, la pressione del lavoro?

A: (Risate) Quella sua la gestisco io (indicando Filippo).

(risate)

A: Io devo dire che sono uno che si impanica tantissimo se sono da solo, ma da quando ho iniziato a lavorare in gruppi, non so come dire, rimando un’aura di..

F: Abbiamo consegnato il libro in anticipo!

A: Abbiamo consegnato addirittura in anticipo! 

F: Ce l’hanno chiesto in anticipo e lo abbiamo consegnato addirittura in anticipo! Abbiamo fatto le corse, però alla fin fine ce l’abbiamo fatta.

R: Quindi alla fin fine basta la buona volontà e si riesce a fare tutto?

A: Secondo me, no, una delle cose che contano per ridurre l’ansia, è che quando noi lavoriamo a queste cose, ci specchiamo molto nel nostro lavoro. Invece purtroppo quando inizi a farlo come mestiere, devi cercare di guardarlo veramente con distacco, nel senso, che se ti è venuto un brutto disegno ma se per chi te l’ha chiesto funziona, allora quello è un buon disegno. Questo all’inizio, dopo, piano piano, inizi a capire che ci sono degli spazi dove puoi trovare il modo di fare veramente quello che vuoi e farlo al mille per cento. Certe volte è il pennello per inchiostrare che non è quello giusto… Non puoi decidere tutto, e non puoi dare sempre il mille per cento, ma ti fa crescere veramente tanto e ti fa fare cose che tu di tuo non faresti mai.

F: Secondo me cambia molto lavorare da un fumetto per edicola ad un fumetto per una fumetteria. Ora, io non ho avuto la sua stessa esperienza, ma mi viene da dire che da un fuemtto da edicola ci sono delle regole da rispettare per quella testata e quindi è un po’ più limitante. Ma non vuol dire che all’interno di questi limiti tu non possa trovare il tuo modo di esprimerti. Dipende da quello che uno si sente e vuole fare. 

A: Forse conosci Stefano Turconi e Teresa Radice; Stefano è stato il mio insegnante all’Accademia Disney e per altro, è stata una fatica, perchè è veramente bravisismo, ti correggeva con la matita rossa ed era veramente impegnativo. Però, quando me ne sono andato ci siamo ritrovati anni dopo, perchè loro hanno pubblicato il loro primo Graphic Novel poco prima che uscisse questo e ci siamo ritrovati allo stand per gli autografi, Stefano mi ha abbracciato e  mi ha detto: “Non sei mai entrato in Disney!” e io gli ho detto:” Guarda, mi sentivo proprio costretto,non era il mio posto” mentre lui ha risposto: “Caspita, non lo so perchè, però io quando diesgno per Disney mi sento proprio libero”. Ci sono delle persone che trovano la loro dimensione e chi invece proprio non ce la fa, ma ce la devi fare perchè fai esperienza.

7. Quando vi chiedono che lavoro fate; che cosa dite? Cosa ne pensano quelli fuori da questo mondo?

F: Eh bella domanda

A: difficile…

F: Sinceramente, a parte che mi è capitato poche volte, però dico sempre il mio lavoro principale, non ho mai detto quello secondario perchè questo non è quello che mi fa vovere, se mi chiedono dico l’altro.

A: Anch’io devo dire, perchè, tante persone non capiscono, compresi i miei genitori, tutt’oggi non si spiegano perchè io voglia fare la notte per scrivere la storia. Perchè alla fine, il mio primo libro, l’ho fatto nelle ferie dal lavoro ed è stato veramente duro e pesante. E il secono lavoro “normale” ti aiuta ad avere la determinazione poi, per capire se tu vuoi fare veramente il fumettista, perchè olre al disegno ci sono anche tante altre cose e devi anche capire se sei portato, se sei portato a stare da solo tutto il giorno, che è una cosa veramente difficile, se sei portato per la discpilina, perchè senza orari è veramente difficile, se sei portato per le relazioni al telefono perchè dovrai farle spesso. Contrattare di soldi, e sopratutto se sei portato a riscuotere crediti. […]

A: Una cosa che posso consigliarti è: trovatevi, associatevi con persone che fanno questo mestiere, fate i grafici, cercate di vendervi, fate dei pacchetti, e prova a proporti alle piccole aziende e iscrivetevi alle associazioni di categoria.

[…]

81sfl4073al

L’incontro dopo è stato molto interessante ed appassionante, alla fine i due autori hanno fatto una dedica ed un disegno a chiunque volesse. Mi sono divertita tantissimo, voglio ringraziare ancora una volta tutti quelli che mi hanno dato questa possibilità:

-In primis Tunué per avermi mandato il libro per recensirlo

-Pogetto Giovani Padova, senza il quale probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di chiedere di fare un’intervista,

-Alessio e Filippo che sono stati super disponibili e gentili nonostante l’orario e che spero di rivedere presto a “Rovigo Racconta” e “Rovigo Comics”

-Tutti i miei iscritti del Blog e di YouTube, senza voi probabilmente non farei nulla!

Grazie e un bacio a tutti quanti!

Rita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...